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I Tre Guna: Sattva, Rajas e Tamas nell’Equilibrio Emotivo

Ayurveda e Fiori

I Tre Guna: Sattva, Rajas e Tamas nell’Equilibrio Emotivo

Accanto ai più noti dosha, l’Ayurveda offre una seconda mappa, più sottile, per leggere lo stato della mente: i tre GunaSattva (chiarezza), Rajas (movimento) e Tamas (inerzia). In questo articolo vediamo cosa sono, come riconoscerne le prevalenze nella vita quotidiana e quali essenze floreali, nella lettura del metodo F.E.I.™, accompagnano gli stati d’animo legati all’eccesso di Rajas e di Tamas.

Composizione ayurvedica con fiori ed elementi naturali: i tre Guna come mappa dello stato mentale

Una premessa, come sempre: i Guna sono una mappa filosofica e simbolica della tradizione indiana, non categorie cliniche. Parlare di Rajas o Tamas non significa diagnosticare nulla: significa darsi un linguaggio per osservare le proprie tendenze mentali con più finezza, e scegliere con più consapevolezza come prendersi cura di sé.

Cosa sono i tre Guna

Nella filosofia Samkhya, da cui l’Ayurveda attinge, tutta la natura manifesta è intessuta di tre qualità fondamentali, sempre presenti insieme e in proporzioni variabili. Sattva è la qualità della luce, della chiarezza, dell’armonia: la mente sattvica è lucida, serena, compassionevole, capace di vedere le cose come sono. Rajas è la qualità del movimento, della passione, dell’attività: indispensabile per agire e creare, ma quando è in eccesso produce agitazione, fretta, desiderio inquieto, mente che non si ferma mai. Tamas è la qualità della stabilità, della materia, del riposo: necessaria per dormire, radicarsi e concludere, ma in eccesso diventa pesantezza, torpore, chiusura, resistenza al cambiamento.

Nessun Guna è «cattivo»: senza Rajas non ci alzeremmo dal letto, senza Tamas non dormiremmo mai. Il punto è la proporzione e il momento: la tradizione considera Sattva la qualità da coltivare per la mente, usando Rajas come energia al servizio di un fine e Tamas come capacità di riposo e radicamento.

Guna e dosha: due mappe diverse

Chi conosce già l’Ayurveda ha familiarità con Vata, Pitta e Kapha, le tre costituzioni di cui parliamo nell’articolo su Ayurveda e benessere emotivo. I dosha descrivono la costituzione psicofisica; i Guna descrivono la qualità dello stato mentale, che cambia di giorno in giorno e perfino di ora in ora. Una persona di costituzione Kapha può attraversare giornate molto rajasiche; una Vata può scivolare in fasi tamasiche di stanchezza e chiusura. Le due mappe si integrano: il dosha dice chi sei, i Guna dicono dove sei adesso — e l’accompagnamento floreale, come vedremo, lavora proprio su questo secondo livello, lo stesso esplorato negli abbinamenti tra Fiori di Bach e dosha.

Riconoscere i Guna nella vita quotidiana

Una giornata a prevalenza Sattva: ci si sveglia riposati, la mente è chiara, si lavora con presenza, si ascolta senza reattività, la sera arriva con gratitudine. Una giornata a prevalenza Rajas: si corre dal risveglio, si fanno tre cose insieme, si mangia in piedi, la mente commenta tutto, la sera il corpo è stanco ma i pensieri continuano a girare. Una giornata a prevalenza Tamas: ci si trascina, tutto sembra pesante, si rimanda, si cerca conforto nel cibo o negli schermi, manca lo slancio anche per ciò che piace.

La tradizione ayurvedica legge in chiave di Guna anche gli alimenti (freschi e leggeri = sattvici; piccanti, eccitanti = rajasici; pesanti, stantii = tamasici), gli ambienti, le compagnie, perfino i contenuti che consumiamo. Senza rigidità, è un invito a chiedersi: ciò che sto facendo, mangiando, guardando — mi schiarisce, mi agita o mi appesantisce?

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I fiori dell’eccesso di Rajas: quando la mente non si ferma

Nella lettura energetica del metodo F.E.I.™, alcuni stati d’animo del repertorio floreale risuonano chiaramente con il Rajas in eccesso. Impatiens accompagna l’impazienza e la fretta interiore, il vivere sempre un passo avanti a sé stessi. Vervain parla all’entusiasmo che diventa tensione, alla passione che non sa dosarsi. White Chestnut è il fiore della mente che rimugina, dei pensieri che girano in tondo come un disco — il ritratto perfetto del Rajas mentale serale. Agrimony accompagna chi copre l’inquietudine con l’attività continua e il sorriso di facciata.

Sono gli stessi stati d’animo che esploriamo negli articoli dedicati all’inquietudine e alla mente lucida: l’essenza non «spegne» il Rajas — che resta energia preziosa — ma accompagna la persona verso un movimento più armonico, più sattvico.

I fiori dell’eccesso di Tamas: quando tutto pesa

Hornbeam è il fiore della «stanchezza del lunedì mattina», del torpore mentale che precede l’azione e si scioglie appena si comincia. Wild Rose accompagna la rassegnazione, l’apatia di chi ha smesso di aspettarsi qualcosa dalla vita. Clematis parla a chi si rifugia nel sogno e nella distrazione, presente col corpo ma assente con l’attenzione. Mustard accompagna la pesantezza d’animo che cala come una nuvola, senza ragione apparente — uno stato che esploriamo anche nell’articolo sui fiori per la tristezza.

Anche qui la direzione è chiara: non demonizzare Tamas — che custodisce il riposo e il radicamento — ma accompagnare la persona quando l’inerzia smette di rigenerare e comincia a trattenere, come raccontiamo anche a proposito dei fiori per ritrovare energia e slancio.

Coltivare Sattva: la direzione del percorso

Per Sattva non esiste un «fiore di Sattva»: la chiarezza non si assume, si coltiva. La tradizione indica la via nei ritmi regolari, nel cibo fresco e vivo, nel contatto con la natura, nel silenzio quotidiano, nelle relazioni nutrienti, nella pratica costante — tutto ciò che, giorno dopo giorno, schiarisce la mente. In questo cammino le essenze floreali sono compagne di viaggio: ogni fiore, accompagnando uno stato d’animo verso la sua qualità armonica, lavora di fatto nella direzione di Sattva. Chi vuole approfondire il funzionamento delle essenze può partire da cosa sono e come si usano i Fiori di Bach e dall’elenco completo dei 38 fiori; chi vuole esplorare il versante più corporeo dell’Ayurveda troverà affinità con l’articolo su i cinque Vayu e i punti Marma.

Domande frequenti

I Guna sono diagnosi o tipi psicologici?

No: sono una mappa filosofica e simbolica per osservare le qualità dello stato mentale, che cambiano continuamente. Non descrivono patologie e non etichettano le persone.

I fiori «eliminano» Rajas e Tamas?

No: Rajas e Tamas sono qualità necessarie della vita. Le essenze accompagnano gli stati d’animo legati ai loro eccessi, sostenendo un riequilibrio dolce verso la chiarezza.

Questo lavoro sostituisce un percorso medico o psicologico?

Mai. È un accompagnamento al benessere ai sensi della Legge 4/2013: in presenza di disturbi ci si rivolge sempre al medico o allo specialista.

Dalla mappa alla competenza

Saper leggere una persona attraverso Guna, dosha ed elementi, e tradurre questa lettura in una scelta floreale precisa e deontologicamente corretta, è la competenza che costruiamo nel Corso F.E.I.™ — Floriterapia Energetica Integrata, primo passo verso la professione di floriterapeuta.

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A cura di Dott.ssa Ilaria Battolla e Andrea Bologna

Nota deontologica. Contenuto a scopo informativo e divulgativo nell’ambito delle attività di operatore del benessere ai sensi della Legge 4/2013. I Guna dell’Ayurveda e le essenze floreali sono presentati come chiavi simboliche e di accompagnamento al benessere, privi di finalità terapeutiche: non costituiscono diagnosi, cura o trattamento di patologie, né sostituiscono il parere o le prescrizioni del medico. In presenza di disturbi rivolgersi sempre al proprio medico curante.

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